Il Museo Archeologico di Pordenone è ospitato in una delle architetture più antiche della città. A prima vista, la sua forma non corrisponde all’idea che potresti avere di un castello.
Costruito nel Duecento come torre difensiva, è affidato dal Patriarca di Aquileia ai signori di Prata. Nel 1391 passa ai conti di Ragogna che lo trasformano progressivamente in palazzo residenziale attraverso numerosi interventi strutturali e decorativi.
Le tracce del suo passato più antico sono chiaramente visibili in molti dettagli, più o meno nascosti, all’interno e all’esterno della struttura. Sono proprio queste evidenze storiche, ad avere acceso la passione per l’archeologia dell’ultimo proprietario, il conte Giuseppe di Ragogna. A partire dagli anni ‘30 del Novecento, gli spazi di quella che allora era la sua residenza iniziano ad accogliere i reperti archeologici venuti alla luce con i primi scavi condotti a partire dal suo giardino di casa.
Dal 2006, il palazzo diventa museo. Un percorso articolato in 24 sale espone importanti testimonianze sulle origini di Pordenone e del suo territorio, dalla Preistoria al Rinascimento passando per una sorprendente età romana e tardoromana. In particolare, la sala 22 ospita una serie di plastici lignei che ricostruiscono l’evoluzione volumetrica e architettonica del castello: un capolavoro di storia tra i capolavori dell’archeologia.