Il percorso

Il tuo viaggio parte dai giardinetti del Centro studi con un tuffo tra pesci, stelle marine, conchiglie, alghe e coralli. Poi l’avventura si trasforma in un safari fantastico dove sei chiamato a scovare un drago alato sul campanile, un gorilla bianco che sonnecchia e laboriose api giganti.

Lungo il percorso spuntano gatti, cani, barbagianni, mentre miti uccellini ascoltano attenti le storie dei santi. Dopo l’incontro con minacciosi felini, ti addentrerai nella foresta dipinta dove tra cardellini, picchi, usignoli, lepri, fagiani, scoiattoli e civette, si nascondono esotici leopardi e un raro unicorno.

Tra getti d'acqua a forma di leone e colombe di bronzo, l’avventura si conclude al Palazzo del Monte dei Pegni, sotto il simbolo alato della Serenissima.

Le tappe del percorso

Pesci, stelle marine, conchiglie, alghe e coralli popolano la fontana dei giardinetti del Centro Studi. Sono i soggetti del mosaico che decora l'opera, commissionata dal Comune nel 1954 all’architetto Mariano Pittana (1908-1986).

Il complesso architettonico rappresenta uno dei luoghi simbolo della rinascita della città dopo le distruzioni del secondo conflitto mondiale. Oggi ospita il Liceo “Giacomo Leopardi - Ettore Majorana” e la sua originaria aula Magna è stata convertita in una sala cinematografica, attuale sede dell'Associazione Cinemazero.

Il bozzetto dell’opera musiva, dallo stile semplice e sintetico, è ideato dall’artista pordenonese Mario Moretti (1917-2008), mentre la sua esecuzione è stata affidata alla Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo, fiore all’occhiello del panorama artistico regionale.

Dove si trova: Piazza Maestri del Lavoro, 33170 Pordenone PN

Sulla cima del campanile, una gigantesca colonna di pietra d’Istria ideata dall’architetto, matematico e metereologo pordenonese Giovanni Battista Bassi (1792 – 1879), si consuma il mitico combattimento tra il drago che minaccia la vita della principessa e San Giorgio che lo infilza con la sua lancia. La statua in bronzo del martire, a causa dei suoi numerosi acciacchi, è salita e scesa dalla cima di questo inedito campanile per ben tre volte: nel 1914, nel 1962, nel 2019. Ora è tornata a svettare dai suoi sei metri di altezza, sui quattro giganti che sostengono una sfera del diametro di tre metri e mezzo.

Dove si trova: Corso Vittorio Emanuele II, 31, 33170 Pordenone PN

Disteso lungo vicolo delle Acque giace un gigantesco gorilla bianco. È Copito de Nieve, il gorilla albino protagonista della graphic novel di Davide Toffolo, fumettista pordenonese e leader del gruppo musicale “Tre allegri ragazzi morti”.

Il bianco primate esisteva davvero: scoperto in Guinea equatoriale nel 1966, visse fino al 2003 nello zoo di Barcellona. Nel corso della sua vita è divenuto una celebrità mondiale e fonte di ispirazione perfino per lo scrittore Italo Calvino (1923-1985) che lo rende protagonista del racconto "Il gorilla albino".

Realizzato sulla parete posteriore di un alto condominio il murale trasforma il vicolo in una galleria a cielo aperto.

Dove si trova: Vicolo delle Acque, 33170 Pordenone PN

Lungo Vicolo delle acque, vicino ad un negozio di abiti, alcune enormi api sono colte nell’atto di costruirsi un favo. Il murale è stato realizzato da Giulio Masieri nel 2021.

In natura, le api vivono in territori sani e da loro dipende il nostro ecosistema, rappresentano perciò anche il rispetto per l’ambiente e la terra. Masieri e altri muralisti hanno dato vita a partire dal 2020 a decine di animali in formato gigante. Gatti, cani, barbagianni, pesci, farfalle … popolano i muri degli edifici del quartiere di Torre di Pordenone. Il progetto è stato denominato “AnimaLeVie”.

Dove si trova: Vicolo delle Acque, 33170 Pordenone PN

Al numero civico 26 di via Vittorio Emanuele II, se alzi lo sguardo sostando sotto il portico, puoi notare un foro: è lo spioncino di Palazzo Suja-Candiani. Il portico infatti offriva riparo, ma rendeva anche l'ingresso di casa più vulnerabile ad agguati o visite indesiderate. Così alcuni palazzi medievali e rinascimentali si dotavano di aperture attraverso cui controllare chi si avvicinava all’ingresso.

Accanto alla porta del negozio al piano terra, si nota un pomello di metallo che un tempo era collegato a una campanella interna.

Insieme i due dispositivi formavano un videocitofono dei tempi antichi.

Dove si trova: Corso Vittorio Emanuele II, 26, 33170 Pordenone PN

Nel piccolo portico accanto alla sacrestia si trova un grande mosaico che racconta due momenti della vita di San Francesco. A sinistra il Santo parla agli uccelli, che lo ascoltano attenti. A destra San Francesco riceve le stimmate.

L’opera riprende celebri affreschi di Giotto ed è stata realizzata nel 2007 dalla Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo, utilizzando circa 150.000 tessere.

Di fronte, un piccolo presepe perenne, ci ricorda che proprio San Francesco a Greccio nel 1223 creò la prima rappresentazione della natività.

Dove si trova: Corso Vittorio Emanuele II, 51, 33170 Pordenone PN

Lungo Corso Vittorio Emanuele II, a poca distanza l’uno dall’altro, trovi tre leoni che dall’alto della loro lunga storia, ti guardano regali. Il primo è il leone dorato dei Conti di Gorizia; il secondo, leggermente più nascosto, è il leone rampante dei Conti di Spilimbergo; il terzo è il leone rosso degli Spaur, una famiglia nobile originaria del Trentino che resse la città per conto del duca d’Austria nella metà del 1400.

Nei tre affreschi notiamo molti particolari e dettagli tipici dei felini africani: la coda, la lingua, i colori, la posizione.

Ed ora che li hai individuati prosegui il tuo cammino lungo il corso e ne troverai almeno altri due…

Dove si trova: Corso Vittorio Emanuele II, 33170 Pordenone PN

Nel Duomo Concattedrale di San Marco si conserva una pala dipinta nel 1656 da Pomponio Amalteo (1505-1588). Illustra un episodio raccontato in uno dei Vangeli non ufficiali, lo pseudo-Matteo: durante la fuga in Egitto, una palma si piega per consentire alla Madonna di raccogliere i datteri e sfamare il Bambin Gesù.

Ai piedi della Sacra Famiglia, il pittore friulano ha dipinto una folla di animali che abitano ancora le nostre campagne: un pettirosso, un cardellino, un picchio, una colomba, un usignolo, una lepre, un fagiano, uno scoiattolo e una civetta. Ma di sfondo, immersi tra la vegetazione, fanno la loro apparizione anche un leone, un leopardo e persino un unicorno. Riesci a vederli?

Dove si trova: Piazza San Marco, 33170 Pordenone PN

Al centro di Piazza San Marco, nel 1939 l’architetto Pietro Zanini (1895-1989) progetta la fontana ottagonale. La sua acqua zampilla da quattro piccole teste di leone che sembrano messe lì a presidiare simbolicamente quello che è accertato essere il primo nucleo insediativo della città di Pordenone.

Un tempo la piazzetta era chiusa da Porta Furlana, la torre-porta verso il fiume Noncello.

Negli anni '30 dell’Ottocento, la via che collega la Loggia del Municipio al porto fluviale viene ampliata, le case addossate al sagrato del Duomo vengono demolite e prende forma lo spazio che puoi riconoscere oggi.

Dove si trova: Piazza San Marco, 33170 Pordenone PN

In via della Motta, davanti alla ex chiesa di San Francesco, la statua del santo di Assisi sembra accoglierti con un abbraccio; ai suoi piedi due colombe ascoltano mansuete la sua predica.

La statua in bronzo è stata realizzata dallo scultore locale Pierino Sam (1921-2010) che per molti anni ha lavorato in una piccolissima bottega accanto al campanile. La statua un tempo era al centro di Piazza della Motta; in seguito, dopo i lavori di ristrutturazione, l’opera è stata spostata accanto all’ingresso principale della ex-chiesa.

Consacrato dai frati minori nel 1434, il complesso conventuale viene chiuso per volere della Serenissima nel 1769 e messo all’asta. Negli anni successivi cambia continuamente destinazione: mensa popolare, teatro, mercato ortofrutticolo, osteria. Oggi ospita eventi culturali, mostre, concerti e alcuni uffici comunali.

Dove si trova: Via della Motta, 33170 Pordenone PN

L’unico leone antico “veneziano” è collocato sopra la porta di ingresso dell’ex Palazzo del Monte dei Pegni. Qui la gente portava oggetti e riceveva in cambio un prestito di denaro. Quando poi riusciva a restituire la somma, poteva riavere indietro il suo oggetto.

Costruito nel 1767, il palazzo già all’epoca aveva dimensioni molto grandi e, per questo, ospitava anche un deposito di grano e alcuni servizi pubblici.

Durante l’età napoleonica cambiò più volte funzione, diventando tra l’altro ospedale e caserma.

Restaurato nel 1968, fu sede della biblioteca civica fino al 2010.

Ora è diventata la Casa della Musica.

Dove si trova: Piazza della Motta, 4, 33170 Pordenone PN

Ultimo aggiornamento: 13/06/2026 05:16

Gli altri percorsi

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