La Sala Romagnoli al Museo Civico d’Arte: Pordenone onora il professore che ha arricchito la città con la sua collezione

24 Aprile 2026

4 minuti

Si è tenuta oggi la presentazione della Sala Romagnoli presso il Museo Civico d’Arte di Pordenone, alla presenza dell’Assessore alla Cultura Alberto Parigi, del dottor Alessandro Pratesi, professionista che ha seguito e curato l’atto di lascito della Famiglia Romagnoli, e di Giovanni Di Prima, Direttore Generale dell’ASP Umberto I, la casa di riposo designata dalla famiglia quale erede universale.

Palazzo Ricchieri custodisce una testimonianza tangibile di generosità e amore per l'arte: la sala al primo piano del Museo Civico d'Arte, che raccoglie alcuni dei dipinti più significativi tra le opere donate dal professor Andrea Romagnoli, è stata intitolata proprio all’illustre professore che nelle proprie disposizioni testamentarie aveva scelto di lasciare all'istituzione parte del suo patrimonio artistico. Un gesto simbolico con cui l'amministrazione comunale riconosce e onora la memoria di un uomo che ha scelto di condividere con tutta la cittadinanza il frutto di una vita dedicata alla cultura.

L’Assessore Alberto Parigi"La città esprime la propria gratitudine al professor Romagnoli, alla sua famiglia e a quanti hanno reso possibile questo prezioso lascito: il dottor Pratesi, il dottor Di Prima e il dottor Danin dei nostri Musei Civici. Abbiamo voluto che questo momento fosse un riconoscimento autentico e duraturo: per questo dedichiamo al professor Romagnoli questa sala, che porta il suo nome, custodirà le sue opere e che è stata valorizzata da una nuova illuminazione pensata per esaltare le opere stesse. Questo gesto si inserisce in un progetto più ampio di modernizzazione dell'intera rete museale, un’operazione che non esito a definire epocale. Grazie all'impulso dell'amministrazione, gli uffici hanno saputo intercettare ingenti risorse destinate a un rinnovamento profondo che toccherà l'accessibilità, i percorsi di visita, gli allestimenti, la digitalizzazione e gli impianti. Ma i contenitori, per quanto rinnovati, trovano senso solo attraverso i contenuti. Proprio per questo stiamo lavorando a un ricco programma culturale per quest'anno e per il 2027: ci prepariamo così, con strutture all'altezza e una visione chiara, a vivere il tanto atteso appuntamento nel migliore dei modi."

Insegnante di matematica e fisica al liceo Leopardi, Romagnoli è scomparso nel 2021 lasciando un'eredità che va ben oltre le aule scolastiche. La collezione, formata insieme ai fratelli Pierluigi e Maria Valeria, si è costruita nell'arco di oltre trent'anni, tra il 1960 e il 1993, ed è il frutto di una passione autentica e di una ricerca condotta con rigore e dedizione. Andrea Romagnoli, in particolare, si è distinto anche per la raccolta di volumi, studi e documenti sulla pittura italiana dell'Ottocento, un ambito nel quale la famiglia Romagnoli ha saputo muoversi con competenza e sensibilità rara.

Il lascito conta oltre 70 opere e annovera nomi di assoluto rilievo: dalle tele di Guglielmo Ciardi, Italico Brass, Giuseppe Tominz, Federico Zandomeneghi, Luigi Nono e Vittore Carniel, alle litografie e acqueforti di Renato Guttuso, accompagnate dai rispettivi cataloghi. Un insieme eterogeneo e di grande qualità, che arricchisce in modo significativo il patrimonio artistico pubblico della città.

L'intitolazione della sala si inserisce in un percorso più ampio che il Comune porta avanti con convinzione: valorizzare i lasciti privati restituendo alla collettività ciò che singoli cittadini hanno scelto di condividere. In questa direzione, recentemente è stato anche rinnovato l'impianto di illuminazione della sala, per garantire alle opere la visibilità e la dignità espositiva che meritano. Le opere non sono esposte tutte simultaneamente: è prevista una rotazione programmata che permetterà al pubblico di fruire dell'intera collezione nel tempo. Restano per ora in deposito le stampe, materiali particolarmente sensibili alla luce e che richiedono pertanto una gestione conservativa più attenta.

Accanto alle opere pittoriche, il Museo ospita inoltre una parte della biblioteca personale di Romagnoli, dedicata prevalentemente alla pittura del XIX secolo: circa 500 volumi, alcuni dei quali rari o fuori catalogo, consultabili su richiesta.

Con la Sala Romagnoli, Pordenone celebra un lascito rendendolo vivo e accessibile, restituendo al professor Romagnoli il riconoscimento che la sua generosità merita.

Ultimo aggiornamento: 15/06/2026 05:04

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