Il percorso

In molti momenti della sua storia, Pordenone è stata teatro di eventi che hanno reso protagonista l’intera comunità.

Dalle gioie di popolo alle ferite più profonde, come le periodiche esondazioni del Noncello, segnate sulle targhe all’ingresso della Chiesa della Santissima Trinità.

Piazza della Motta, per secoli centro della vita comunitaria di Pordenone, ha subito molte trasformazioni: dall’abbattimento del “nobile interrompimento”, un edificio seicentesco che ostacolava il traffico moderno, fino al ricordo di vicende quotidiane e borghi scomparsi.

A pochi minuti più a nord, si innestano interventi di arte contemporanea che ne reinterpretano gli spazi: installazioni, opere e architetture trasformano la città in un luogo aperto al dialogo tra epoche diverse.

Il calore del “bagno di folla” si rinnova ogni anno con Pordenonelegge, la grande festa del libro che colora la città con le sue iconiche 23 lettere gialle, oggi diventate installazione permanente.

Lungo il tuo cammino, l’arte contemporanea emerge in ogni angolo: dai murali di Giuseppe Veneziano e Marco Gortana all’opera di Pietro Consagra, fino agli interventi luminosi e multimediali che ridisegnano lo spazio pubblico.

Opere diverse unite da un intento comune: avvicinare l’arte alle persone e farne esperienza condivisa.

Inizia questo viaggio: scoprirai che Pordenone parla un linguaggio universale, fatto di memoria, relazioni e visioni contemporanee.

Le tappe del percorso

Il fiume Noncello è esondato in diverse occasioni e ogni volta ha invaso l’interno della chiesa della Santissima Trinità che sorge sulla sponda a sud della città. All’esterno, sul lato sinistro della facciata, alcune targhe ricordano quelle tragiche piene: sono quelle del 1928, 1965, del 1966 - quando l’acqua raggiunse 18,51 m - e del 2002.

Lunghi e complessi restauri sono seguiti alle alluvioni. La chiesa fu eretta nella metà del ‘500 e le sue pareti sono ricoperte da affreschi che rappresentano una piccola antologia della pittura rinascimentale e manierista che segue l’opera del grande maestro Giovanni Antonio de Sacchis detto il Pordenone; sono infatti presenti affreschi di Pomponio Amalteo (1505-1588), Giovanni Maria Zaffoni (1510-1558), Girolamo del Zocco (1547 ca-1584).

Dove si trova: Viale delle Grazie, 55, 33170 Pordenone PN

L’artista Giuseppe Veneziano, classe 1971, è un’icona del New Pop dal prestigio internazionale. Già presente alle Biennali di Venezia, Praga e San Pietroburgo, realizza opere ironiche e dissacranti con soggetti tratti dalla cronaca e della società civile ma anche da cinema, storia, fiction, politica e storia dell’arte. Ed è proprio alla storia dell’arte che si ispira il suo primo murale realizzato a Pordenone nell’ambito del progetto Pop Re-Generation del 2015.

L’opera ritrae un Vincent Van Gogh a grandezza naturale che dipinge i suoi celebri girasoli usando una bomboletta spray. L’immagine è una perfetta testimonianza del pensiero del movimento Italian Newbrow, di cui Veneziano è uno dei massimi esponenti. Soggetti e linguaggi di questa corrente artistica sono selezionati con l’intento di superare la tradizionale contrapposizione tra arte popolare (lowbrow) e colta (highbrow). Ne scaturiscono sempre opere che parlano a tutti senza rinunciare alla profondità.

Dove si trova: Piazzetta Calderari, 33170 Pordenone PN

Terminato di costruire fino alla cella campanaria nel 1347, con i suoi 72 m di altezza il campanile del Duomo Concattedrale di San Marco rappresenta un vero e proprio gioiello architettonico tardomedievale nel centro della città.

Alla base della canna c’è un locale con accesso esterno, illuminato da piccole finestre rettangolari, un tempo adibito a prigione, a ricordare la preesistenza di una torre civica antica. Commistione di funzione religiosa e civica, il campanile è caratterizzato da uno spiccato verticalismo del fusto che si conclude in una sorta di merlettatura ottenuta con il solo mattone.
Le campane sono state rinnovate nel 1982 – ad eccezione di una risalente al 1627 - e inaugurate solennemente il 30 aprile alla presenza di Papa Giovanni Paolo II. All’interno del Duomo Concattedrale di San Marco, un busto di bronzo celebra la storica visita del pontefice. 

Dove si trova: Piazza San Marco, 33170 Pordenone PN

Dalla città murata si attraversa un ponticello per sbucare improvvisamente su un piazzale pensile; fa parte del complesso architettonico progettato dall’architetto Gino Valle (1923-2003) tra il 1972 e il 1982 nell'area dell'ex ceramica Galvani, ribattezzata “Bronx” dai Pordenonesi.

A popolare questo vasto spazio è “L’Alfabetiere dei Poeti” un’installazione progettata dalla Fondazione Pordenonelegge e promossa dal Comune.

La serie delle enormi lettere gialle comparse lungo le strade cittadine nell’edizione del 2019, è stata completata nel 2022, grazie al crowdfunding, un modello collettivo di finanziamento. Le 23 lettere, alte fino a due metri e dal peso di 3 tonnellate, sono state “adottate” da aziende, enti pubblici, comunità ma anche famiglie e cittadini di Pordenone.
L’alfabetiere è ora un’installazione permanente che ricorda l’identità della “città delle lettere e della poesia”.

Dove si trova: Via Codafora, 33170 Pordenone PN

Passeggiando di sera in piazza della Motta, puoi incontrare delle sorprendenti geometrie luminose.

La prima è accanto all’attuale Casa della Musica, volume settecentesco dell’ex Monte di Pietà che puoi riconoscere per la presenza del leone alato della Serenissima posto sul portale di ingresso. La luce ricorda un edificio del XVII sec. ingentilito da quattro arcate e abbattuto negli anni '60 del Novecento. In quegli anni, infatti, fu ribattezzato “nobile interrompimento” perché ostacolava il traffico veicolare improvvisamente aumentato con il boom economico.

Dietro l’ex Monte di Pietà, altre lame di luce ridisegnano la forma del minuscolo agglomerato di umili case con cortile e pozzo centrale denominato “Borgo drio il monte” (“Borgo dietro il monte”).

Sono interventi che gettano una luce di memoria su una città in continua trasformazione.

Dove si trova: Piazza della Motta, 4, 33170 Pordenone PN

Il tuo percorso è iniziato con il murale di un inedito Van Gogh. Ora puoi incontrarne altri due, a dimostrazione che questa forma d’arte è stata accolta con naturalezza tra gli spazi della città.

Sulla parete della sede dell’Avis sezione di Pordenone, puoi ammirare il murale “Il Dono”, di Marco Gortana. Commissionato dalla stessa associazione e realizzato nel 2023, l’opera si rivolge in modo particolare ai giovani per comunicare l’importanza di un gesto di pura generosità. Il giovane street artist ha ritratto la piazzetta con il suo inconfondibile stile: tratto marker, campiture piatte e grande ricchezza di dettagli.
A Pordenone, Gortana lascia un murale anche all’interno del Park Dante: una immagine della città ripresa a volo d’uccello, rigorosamente in bianco e nero.

Nella sua carriera artistica, l’artista ha realizzato molti landscapes di città in bianco e nero, da Granada a Rovigo.

Dove si trova: Piazzetta del Donatore, 33170 Pordenone PN

Nella storica Piazza della Motta nasce Teatro Urbano 2027 (TU27), un’installazione che trasforma lo spazio pubblico in un palcoscenico a cielo aperto. Grazie a un sistema di proiezioni di immagini e diffusione di suoni, la pavimentazione della piazza e le facciate dei palazzi diventano scenografie vive per una programmazione che fonde teatro, cinema, danza e musica.

Da fine marzo 2026, nell’ambito del programma di Pordenone capitale della cultura 2027, un nutrito cartellone di performance dal vivo e contenuti multimediali si intrecciano in un’atmosfera unica, con l'obiettivo di trasformare lo spazio pubblico in luogo di cultura.

Dove si trova: Piazza della Motta, 33170 Pordenone PN

Nel cortile dell’ex convento di San Francesco incontriamo un’opera di un grande artista contemporaneo: “Piccolo colloquio romano” del 1957, di Pietro Consagra (1920-2005).

Lo scultore, tra i massimi esponenti dell’astrattismo internazionale, con i suoi "Colloqui" rivoluziona l'idea di scultura: l'opera non è più un monumento isolato, ma diventa sottile e frontale. Usando bronzo, ferro o legno, l'artista crea superfici piatte e forate che "giocano" con lo spazio circostante.

Questa forma bidimensionale invita chi guarda a un confronto diretto, quasi un dialogo alla pari. Come suggerisce il titolo, l'obiettivo è avvicinare l'arte alle persone, trasformando le sculture in superfici vive capaci di stimolare fantasie e nuove connessioni sociali.

Dove si trova: Via della Motta, 13, 33170 Pordenone PN

Ultimo aggiornamento: 13/06/2026 06:28

Gli altri percorsi

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