Questa storia arriva dal più informato cronista dell’epoca: Giovan Battista Pomo. È la primavera del 1737: Maria Amalia di Sassonia (1724-1760), figlia di Augusto III re di Polonia, attraversa il Friuli per raggiungere il suo sposo a Napoli: Carlo III, re delle due Sicilie. La principessa ha 14 anni e da come viene accolta in Friuli, capiamo che si tratta di una vera star nel panorama dei reali dell’epoca.
Prima fa tappa a Palmanova, poi a Passariano dove è protagonista di una cena talmente sfarzosa che giorni prima la Serenissima aveva fatto approdare alla dogana di Vallenoncello barche “cariche di provisioni di attreci con bella gente spedita dal governo (...) cristali d’ogni sorte, baterie di cucina, ogni sorte di comestibili, eccetuatone carnami; cioè erbazi, pesce fresco del più squisito e raro, gran quantità di chiocolata e caffè e gran agrumi, canditti e biscoterie e venti cuochi dei più eccellenti e bravi”.
Dopo Passariano, tocca ai pordenonesi ospitare Amalia e non vogliono essere da meno. Il muro divisorio di due palazzi gemelli viene abbattuto per dare spazio alla sovrana e alla sua corte. Gli aristocratici la sera sono ammessi nel cortile interno del palazzo per assistere a una cena regale. Finita la serata, per attutire il rumore di zoccoli e carrozze e non disturbare il sonno della fanciulla, Pomo narra che il corso viene cosparso di paglia.
Dove si trova: Corso Garibaldi, 15, 33170 Pordenone PN